Questo è il sito dell'allevamento Della Brecciara di Augusto Antonellini.
Da molti anni allevo per passione Setter Inglesi e Pointer provenienti dalle migliori linee di sangue europee. La passione per la caccia in montagna mi ha sempre stimolato a selezionare soggetti avidi con tanta passione per la caccia e che rispettassero lo standard della razza di appartenenza.

STORIA DI UNA PASSIONE
La passione per la caccia e i cani è atavica nella mia famiglia e sin da piccolo seguivo mio padre Pietro a caccia. Ricordo l'emozione che provavo quando mi diceva che l'indomani saremmo andati a caccia. La sera la preparazione era minuziosa, papà controllava le cartucce nella cartuccera se fossero quelle giuste, mamma preparava la colazione e si preoccupava per gli abiti che dovevo indossare se pioveva, i cani erano anche loro agitati... Io per tanta emozione non riuscivo a dormire, ero sempre con l'orecchio pronto ad ascoltare il trillo della sveglia.. il piu' delle volte ero già in piedi e pronto e il rumore che facevo anche prestavo attenzione.. svegliavo i miei genitori, appena messi i cani in macchina mi chiedevo come sarebbe andata la cacciata..ricordo le belle cacciate a Starne con papà in Toscana al paese nativo di mia madre Maria, San Casciano dei Bagni in provincia di Siena.

Una mattina partimmo molto presto e arrivammo sul posto di caccia che doveva ancora albeggiare....passarono circa 30 minuti e le Starne su una grande stoppia iniziaro a cantare, si richiamavano, ma la cosa bella è, che erano 4 brigate e ognuna aveva il suo areale, sentirle cantare era bellissimo. Era un concerto, avevo i brividi, i due Pointer e una setter inglese erano in piena attenzione che in prove di lavoro dei nostri cani, ricordo con nostalgia quei tempi in cui si svolgevano le prove di lavoro a Roma e nel Lazio nonchè nelle regioni limitrofe. Le prove erano le attitudinali su quaglie, le classiche anche su starne, e le prove di Grande nel viterbese alla Cipollara. Lì il mentore era Silvano Sorichetti giudice di prove e di esposizioni. Lì incontrravi la crema della cinofilia italiana dal grande Gino Botto a Enrico Campos Venuti proprietario del Setter Bobet di San Faustino, Tempestini con il suo Sincler, il Dott.Grassi con Islo e così via sempre con un atmosfera gioiosa in fondo gli incontri a queste prove arano anche per uno scambio zootecnico dei prodotti presenti in quei tempi...tempi che hanno contribuito a fare la storia della cinofilia italiana e il risultato dei soggetti per la caccia.

Gli insegnamenti per i cani e la caccia in montagna, li devo a un caro amico e Grande maestro che non cè più.. il grande Leandro Colangeli uno tra i piu' forti cacciatori dei Contrafforti dell'Appennino centrale nonchè Abruzzese. Leandro è stato per me e molti altri un esempio quasi irraggiungibile, perchè dettato da tanta passione ed esperienza, realizzata e vissuta in montagna.

I MIEI SETTER
I setter sono cani festosi ed affezionati al padrone con cui devono mantenere un costante collegamento, sono incapaci di aggredire le persone proprio perché allevati ed addestrati per cercare esclusivamente il selvatico, lasciando poi che il cacciatore faccia la presa dello stesso. Tutto il contrario dei mastini la cui aggressività è considerata una prerogativa. È un cane che sa anche imporsi per la gioiosità del carattere e la mitezza dello sguardo, sempre alla ricerca di quello del padrone.

Lo standard
Quando ci si trova in presenza di una popolazione canina sufficientemente omogenea, composta cioè da soggetti contraddistinti da comuni caratteri esteriori se ne redige lo standard. Si procede cioè alla descrizione dei caratteri etnici distintivi così come rilevate nei migliori individui di una certa popolazione, al fine di fornire ad allevatori, utilizzatori e giudici un parametro cui riferirsi. Vediamo quali sono i principali caratteri distintivi dei setter:

Setter inglese: nessun setter inglese è uguale ad un altro, anche se tutti sono conformi per dimensione e carattere allo standard di razza. I colori sono il bianco e il nero, il bianco e l’arancio, il bianco e il marrone oppure un misto di tre diversi colori. I minuscoli puntini a forma di macchina sono in numero e collocazione differente. Il pelo, corto su testa e dorso, è simile alla seta e si estende in frange nella parte inferiore di collo, sterno e margini posteriori di natiche e nella parte inferiore della coda, tartufo largo, grosso, di colore nero oppure marrone tendente allo scuro, idoneo ad un olfatto prodigioso. Gli occhi sono grandi, brillanti e dolci nell’espressione che rispecchiano un'indole tranquilla. La coda è munita di frange che aumentano gradatamente fino alla metà, per poi decrescere. Il piede è ovale con dita vicine, arcuate e ricoperte di pelo.

Setter irlandese: è un cane da caccia dotato di muscoli lunghi, sistema nervoso sensibilissimo, il colore del manto è un rosso mogano dorato e brillante senza alcuna traccia di sfumature nere. Eventuali macchie bianche sulla fronte e sulle dita non generano squalifica. Nel galoppo avanza sicuro, la testa alta, pronto a captare ogni labile emanazione del selvatico. La testa cesellata con narici grandi, perché mobili in linea con la canna nasale. Il maschio è alto da 56 a 64 cm, la femmina 2 cm in meno con limite fra 54 e 62 cm, il peso mai inferiore ai 20 chili, ne oltre i 30. La lunghezza del tronco che segue una linea convessa.

Setter Gordon: l'aspetto lo indica da subito come un atleta poderoso, resistente alla fatica, capace di galoppare lungo senza però mai forzare l'andatura. Il manto nero brillante, con macchie rosse mogano. L'altezza dei maschi è compresa tra 58 e 64 cm, 2 cm in più delle femmine. Il peso varia dai 22 ai 30 chili. La lunghezza del tronco è uguale all'altezza del garrese e il petto muscoloso con torace convesso, occhio grande con iride marrone scuro. Il tartufo grosso con narici aperte e mobili. La coda grossa alla radice, va gradatamente diminuendo fino alla punta e il portamento dovrebbe presentare una linea quasi retta in tutta la sua lunghezza.

La scelta
La scelta deve essere sempre meditata e un errore può essere pagato caro. In casa rischia di diventare in pochi giorni il padrone, in quanto gli basta guardare con quei suoi grandi occhi e anche il più severo educatore è costretto a virare da determinati propositi di punizione. Diffidare sempre dai consigli degli amici, quasi sempre scarsamente preparati e non si ascolti chi propone occasioni perché nell'allevamento dei cani e, in particolar modo in quello dei setter, non esistono offerte speciali ed eventuali sconti rischiano di essere pagati a caro prezzo col tempo, magari in difetti di costituzione. Preferire quindi un allevamento noto per serietà del proprietario e bellezza e carattere degli esemplari. Se il cane viene acquistato ai fini dell'addestramento, un buon consiglio potrebbe essere quello di esaminare i risultati ottenuti dai genitori. Che setter scegliere fra maschio femmina? Il maschio ha una conformazione più robusta e rivela, nell'aspetto del comportamento, tutte le prerogative del grande atleta. La femmine invece di corporatura più leggera, sguardo languido sono generalmente più affettuose e vanno in calore 2 volte l’anno.

Verificare le doti venatorie
Per verificare se il cane acquistato ha future doti venatorie può essere effettuata la cosiddetta prova della farfalla. Prendiamo una canna e appendiamo un filo con all'estremità un lembo di stoffa, poniamo la farfalla a breve distanza dei cuccioli in modo che la scorgano e se ne valuterà quindi il comportamento: se il cane rimane immobile nella posa tipica del cane che ferma cioè bloccato a distanze dal selvatico potrà diventare un fantastico cane da caccia. Un altro test può essere quello di avanzare sicuri verso i cuccioli con fare minaccioso come se si volesse calciarli o calpestarli e bloccandosi a poche decine di centimetri. Anche in questo caso valutiamo il comportamento: il cane pauroso fugge, il timido si rannicchia e chiude gli occhi, l'audace tenta una difesa. Può essere utile anche far scoppiare all'improvviso un sacchetto di carta. In questo caso: il cane che scappa è pauroso, così come chi rimane paralizzato dalla paura, il comportamento del cucciolo più equilibrato sarà quello di interrompere il gioco è capire da dove giunge il rumore che ha udito. Utilizzando un osso si possono ricavare indicazioni sulla capacità di prevalere sugli altri: il timido abbandona quasi subito la contesa mentre l'aggressivo tenta subito di impadronirsene e di non farselo sottrarre.

L'addestramento
l'addestramento deve essere compiuto da entrambe le parti, maestro e allievo con un eguale entusiasmo. Il presupposto di partenza che non dobbiamo mai dimenticare è che il cane è per sua natura un carnivoro predatore ed è quindi portato a conquistare la preda. L'uomo deve continuare ad addestrarlo affinché rinunci, costringendolo ad andare contro natura attraverso l’addestramento e l'apprendimento di moduli e comportamenti innati. Vediamo di elencare alcuni importanti consigli:
pronunciare sempre le medesime parole con uguale tono, il cane deve familiarizzare presto con il suono e deve associare la donazione;
intervenire e correggere solo se necessario;
non passare mai all'esercizio successivo senza aver fatto eseguire correttamente i precedenti;
se l'allievo è stanco o svogliato, accertarsi che non sussistano impedimenti fisici;
ogni cane è particolare a suo modo ed è un mondo a sé per carattere, intelligenza e disponibilità;
già dall'inizio utilizzare il fischio e fare ricorso ai gesti limitando la voce;
non affidare mai i propri cuccioli ad altri perché vi sostituisca nella lezione.
Può accadere che durante i primi mesi, il cucciolo tenti di addentare la mano del padrone unico un'altra persona: bisogna evitare di considerare tale condotta un gioco e non indulgere oltre, in quanto, facendo così non si fa altro che consolidare la tendenza del cane a morsicare e mordere. Eguale fermezza di deve porre quando il cucciolo difende il proprio cibo o un osso. Se ci apprestiamo a sottrarglielo comincerà a ringhiare, cedere significa creare nel cane la consapevolezza del suo predominio sul capobranco, cioè l'uomo e diventerà poi difficile abituarlo a seguire il riporto e gli altri comandi.

L’anatomia
Il setter è una macchina perfetta costruita su 282 ossa di cui ben 27 formati il cranio, 52 le vertebre, 41 gli arti e 26 le costole. L'ossatura è sottile, leggera, elastica, ed equivale a circa 9% del suo peso complessivo. I muscoli sono particolarmente sviluppati negli esemplari da caccia. I denti sono robusti, candidi e quasi mai vengono utilizzati come arma dal setter che è un cane particolarmente mansueto. La chiusura delle arcate dentali deve combaciare perfettamente, avendo il cane stesso un morso “a tenaglia”. Il setter presenta due diversi tipi di dentatura: 32 denti in quella da latte, 42 nella permanente.

I sensi
la vista: si dice che il setter veda con il naso. La vista è infatti relativamente poco sviluppata, si pensi che a un centinaio di metri non è più in grado di distinguere il padrone, mentre, oltre i duecento neppure una sagoma immobile. Ma in compenso gli vengono in aiuto tutti gli altri sensi; l'odorato: il setter è definito un cane “dall'olfatto prodigioso”. Merito di quasi duecento milioni di cellule olfattive (nell'uomo sono appena 5 milioni);
l'udito: l'anatomia del l'orecchio del cane è simile a quella dell'orecchio umano, ma le capacità di sentire sono nettamente superiori. Il setter ode infatti fino a 40.000 hertz e 100.000 vibrazioni al secondo, 60.000 in più di quelle avvertite dall’uomo, quindi, è capace di percepire suoni non uditi dalle persone e immediatamente li cataloga fra quelli che possono segnalare un pericolo, un fatto lieto o spiacevole; il gusto: tutti gli esemplari di setter non si rivelano eccessivamente caparbi nel rifiutare il cibo scarsamente gradito. Lo faranno però se avranno la certezza che questo viene sostituito. È facile quindi conquistare un setter prendendolo per la gola. L’alimentazione
Il setter, come ogni cane, è un carnivoro e il pasto deve sempre fornire elementi quali glucidi, proteine, vitamine e minerali. La carne viene preferita cruda o appena scottata. Il pesce deve essere ben cotto, le uova devono essere sempre mescolate al pasto, crudo il tuorlo e cotto l'albume. Lardo, oli vegetali e grassi forniscono energie indispensabili. Pasta e riso devono essere sempre cotti ma possono anche essere sostituiti da riso soffiato e fiocchetti di cereali.

I MIEI POINTER
Per essere considerato un ottimo ausiliare da caccia, un pointer deve possedere caratteristiche quali abilità, sagacia, naso, naturale capacità di trattare il vento, resistenza e tempra, ovvero la capacità di resistere alla sofferenza.

Lo standard
Quando ci si trova in presenza di una popolazione canina sufficientemente omogenea, composta cioè da soggetti contraddistinti da comuni caratteri esteriori se ne redige lo standard. Si procede cioè alla descrizione dei caratteri etnici distintivi così come rilevate nei migliori individui di una certa popolazione, al fine di fornire ad allevatori, utilizzatori e giudici un parametro cui riferirsi (F. Zurlini, op. cit., pag. 31). Vediamo quali sono i principali caratteri distintivi del Pointer:
1) testa scolpita con assi longitudinali cranio-facciali convergenti, stop accentuato, muso quadrato. Occhi in posizione sub-frontale, di color ocra scuro. Orecchio morbido, piatto, di forma quasi triangolare, a base larga, inserito al di sopra dell’arcata zigomatica.
2) collo di lunghezza pari a quella della testa, muscoloso. Il suo profilo superiore presenta una arcuatura che inizia all'attacco della nuca e scompare verso l'attacco al garrese.
3) torace ampio, profondo, con coste lunghe, inclinate, leggermente convesse e con esteso spazio intercostale. Lunga regione sternale.
4) la lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica deve essere pari all'altezza della testa. La linea dorsale diritta, con garrese elevato. Lombo muscoloso, ben fuso con la linea del dorso, relativamente corto. Groppa lunga, larga, muscolosa, scarsamente inclinata.
5) coda di buon nerbo e coperta di pelo fine, robusta la radice ed affusolata verso la punta, di lunghezza tale da non superare il garretto.
6) Arti solidi di buona ossatura. Spalla lunga, inclinata, con scapole piuttosto ravvicinate. Braccio con direzione parallela al piano mediale del corpo e con profondo cavo ascellare. Avambraccio a sezione ovale, con spiccata scanalatura carpio-cubitale. Piede di lepre. Coscia lunga con punta della natica in evidenza. Gamba lunga, poco meno della coscia, con scanalatura marcata. Garretto largo e solido.
7) pelle fine, aderente al corpo, con pelo raso, tessitura vitrea.

Le azioni
Cerca: è la reazione istintiva per qualunque la caccia. È sfruttando questo istinto le sue prodigiose doti olfattive che lo utilizza il cane per i più disparati impieghi. Al Pointer chiediamo di trovare selvaggina dopo avere cercato il sentore, nel vento.Filata: precede la ferma e consiste nell'azione che il cane compie, dopo aver avvertito, per accertarsi dell'esatta provenienza dell'emanazione.
Ferma: frutto di reazione istintiva, radicatissima nel Pointer. Un Pointer che non ferma non è un Pointer . La ferma di scatto è conseguenza logica per qualunque cane da ferma che si trovi improvvisamente a ridosso del selvatico e risponde alla necessità di evitare lo sfrullo.
Accostata: viene provocata dal padrone che richiede all'ausiliare di indicare con precisione dove sta il selvatico che ha fermato se questi non si decide ad allontanarsi. C'è chi la ottiene dando la raganella, facendo schioccare le dita o chi semplicemente toccando il cane con lo stinco o, meno elegantemente, con la punta del piede. È comunque importante che il cane capisca ciò che gli si sta chiedendo con quello specifico gesto.
Guidata: è l'azione che il cane compie, dopo aver fermato, per tenere il collegamento con il selvatico che si sottrae di pedina: sentendo affievolirsi l'effluvio, procede quel poco o quel tanto che basta ad evitare di perderne il contatto;
Consenso è una sorta di ferma di rispetto. L'arrestarsi alla vista di un compagno di lavoro che ha incontrato e fermato prima di lui. Serve ad evitare di disturbare od ostacolare il lavoro di un altro cane nella delicata fase di conclusione inducendolo in errore.
Riporto: riportare la selvaggina uccisa è un azione utile che denota una certa completezza nell’addestramento. È un lavoro per il cane che comporta molte rinunce;
Recupero: è l’azione con la quale il cane ritrova il selvatico ferito o comunque caduto là dove, senza un suo intervento, sarebbe difficile recuperarlo. La capacità di recuperare è per lo più frutto di qualità innate che l'addestramento sul campo e l'esperienza conseguita possono soltanto affinare.

L'addestramento
Ciascun addestratore ed allevatore usa criteri propri, in relazione allo scopo che si prefigge, al destino che vuole riservare ai propri cani, al proprio gusto, o al modo d'interpretare lo standard. L'educazione comincia dal giorno stesso in cui vi trovate un cucciolo tra le mani: dalle esperienze accumulate dal grado di socievolezza che siete riusciti ad imprimergli dipenderà la sua riuscita come cane, prima ancora che come cane da caccia. Vediamo di elencare alcune semplici regole circa l'addestramento dei Pointer in generale: è impossibile ottenere risultati, se non si riesce a farsi amare dai cani ed è impossibile farsi amare se non si ama. Chi si accinge ad addestrare spinto soltanto dall'intento di soddisfare le proprie ambizioni, senza provare per gli animali autentica attrazione, non potrà che restare deluso dei risultati;non esiste un metodo che possa essere applicato dall’addestratore per tutti gli allievi. Non si possono trattare allo stesso modo un ribelle, un timido, un freddo, un apatico, un focoso o un estroverso; così come non si può neanche trattare sempre allo stesso modo lo stesso cane;
rinunciare a sottomettere l’allievo a qualsiasi attività di addestramento se risulta stanco o indisposto. Non si otterrebbe alcun risultato positivo, anzi, si rischierebbe di pregiudicare il lavoro svolto e quello da farsi, radicando repulsione per qualsiasi disciplina. Per non avere allievi annoiati, bisogna prima di tutto non annoiarli;
essere prodighi di elogi complimenti ogni volta che il cane li merita. I cani sono sensibilissimi alle lusinghe e ciò contribuisce a mantenere ottimi rapporti con la conseguenza che sarà poi più facile far accettare all'allievo determinate cose;
non impartire mai una punizione, se non si è certi che il cane ne comprenda appieno il motivo, e mai in stato d'ira. La punizione deve essere sempre proporzionata alla gravità del fatto compiuto. Agli occhi del vostro cane dovete sembrare sempre infallibili, dovete cercare di non deluderlo e di non perdere la sua fiducia o il suo rispetto perché si spezzerà un legame che vi sarà poi difficile riannodare;
mettetevi sempre nei panni del cane. Pensate che sarà sempre più facile che voi riusciate a mettervi nei suoi, che lui nei vostri.

L'alimentazione
il Pointer è in genere un cane di bocca buona e di grande appetito. Può, tuttavia, succedere che siano soggetti a periodi di inappetenza, soprattutto, in età giovanile, il che non deve assolutamente preoccupare. Si raccomanda soltanto di non lasciare la ciotola a disposizione di chi dimostra scarso appetito e di non perdere tempo nel tentativo di tentare di convincerlo ad assumere cibo, per non radicare repulsione, come rischiano spesso di fare le madri troppo premurose con i bimbi che presentino scarso appetito.

La cura del pelo
La lucentezza del pelo e la sua naturale asciuttezza sono la miglior garanzia di buono stato di salute e di buona condizione fisica. Il pelo di un Pointer non richiede troppe cure. Non ricorrete al bagno, se non in caso di evidente necessità. Ricorrete, invece, alla spazzola, spesso e soprattutto nei periodi di muta, per facilitare la caduta del pelo morto. Utilizzate una spazzola a setole corte e dure o un guanto di crine, ponendo attenzione alle parti delicate quali il cavo ascellare, il ventre o le zampe. Sui dorso e sui fianchi, operate dapprima contro pelo, poi, più energicamente, nel verso del pelo. In estate, potrà capitare che il vostro Pointer denunci eccessiva secchezza del pelo, rendendolo fragile. In tal caso, basterà passare lo

L’ADDESTRAMENTO
Fasi di addestramento:
In quello che - per tutti - è un gran cucciolone, io vedo già un “piccolo campione” e cerco di far emergere tutte le sue doti naturali.
Inizia così già la mia mirata selezione.
Dai 40 giorni: si rileva la morfologia della razza.
Dai 60 giorni / 90 giorni: si cerca di capire il carattere del soggetto, si iniziano ad impartire comandi d’obbedienza , lo si abitua ad entrare ed uscire dal Box, dal trasportino ect; in contemporanea si fanno udire i primi spari, lo si fa correre per i prati e con la tecnica della”farfalla",gli si insegna la ferma.
Tra i 90 giorni /120 giorni: si porta il cane in aperta campagna, cominciando così ad abituarlo all’ auto, ad ambienti nuovi e alla socializzazione con altri animali.
Tra i 120 giorni / 6 mesi: lo si instrada al contatto con il selvatico per constatare le caratteristiche che il soggetto ha nella ferma, la passione, la potenza olfattiva,si osservano le reazioni allo sparo, il riporto e gli si insegnano comandi quali il “terra”e il “seduto”.
Tra i 6 mesi / 8 mesi: si porta il soggetto ai primi incontri in alta montagna con bosco a folta vegetazione per abituarlo ad incontri “difficili”.
Tra i 6 mesi / 3 anni: si istruisce il soggetto a cacciare esclusivamente quaglie selvatiche di montagna e beccacce in Italia; selvaggina stanziale all’estero.
Da un ottimo soggetto addestrato per la caccia si può raggiungere un tale livello di preparazione da essere un vero specialista per XXX; «Personalmente cerco sempre di fondere le due discipline (gare e caccia) perché dalla quotidianità della caccia si riesce a far emergere il forte istinto e le vere capacità di razza».
I luoghi dove addestro e faccio esercitare i cani sono vari.
Quando permesso dalla nostra legislazione:
1) si porta il soggetto in zone molto difficili come il Bosco di alta montagna e dove vi è presenza di roccia. In questa fase il cane viene seguito da XXX esperto cacciatore di XXX e abile istruttore in alta montagna;
2) Il soggetto viene poi gradualmente portato in situazioni più semplici come colline con bosco e torrenti d’acqua.
Diversamente:
1) si utilizza la mia zona di addestramento cani tipo XX di XX ettari che riproduce fedelmente terreni di caccia, con colline verdi a bassa vegetazione e bosco;
2) quando la migrazione all’estero è favorevole, si cerca sempre di far vivere questa esperienza ai soggetti.